Il sonno della ragione genera mostri (Vincenzo Pira)

Diceva Goebbels, ministro della Propaganda di Hitler, che una bugia detta tante volte diventa verità e poi manipola le coscienze.

 

«C'è un certo tipo di giornalismo che andrebbe denunciato al Tribunale dell'Aja per crimini contro l'umanità, perché ammazza con la penna. Prima fanno il lavaggio del cervello all'opinione pubblica, poi lanciano i sondaggi, chiedendo alla gente: accettereste un Rom per vicino di casa? L'opinione pubblica è totalmente priva di strumenti per decodificare i messaggi e ai Rom non viene concessa la possibilità di difendersi. Discriminare è negare pari opportunità all'altro. Disumanizzare un gruppo di persone per poterle discriminare meglio. La tecnica è nota. Bisogna colpire nel punto più sensibile: dimostrare a livello di propaganda che quel gruppo non ha rispetto nemmeno per i propri figli. Che li butta via, usandoli come strumenti, che siano kamikaze o che siano accattoni, e che non prova nemmeno alcun rimorso per quel gesto. Se l'idea di prendere le impronte digitali venisse estesa a tutti, una gigantesca banca dati al servizio dell'ordine pubblico, sarebbe già diverso. Sarebbe un gesto equo."

 

E' questa la forte denuncia di Santino Spinelli, docente universitario, musicista, abruzzese di etnia rom. Per richiamare l'attenzione di una opinione pubblica che dorme e no si accorge che istituire commissari per i Rom è discriminazione etnica che fa pensare alle leggi razziali del 1938. E questo in nome dei diritti dei minori e per la sicurezza dei cittadini.

 

Preoccupa la schedatura dei bimbi rom. Schedare un bambino solo in base all'appartenenza etnica e ridurlo a numero con il sistema utilizzato per chi è indagato di un reato, viola la sua dignità umana. Schedare i bambini rom e solo i bambini rom, vanifica il principio di uguaglianza tra tutti i bambini.

 

Le procedure e le leggi in Italia già esistono. E sono uguali per tutti. Sono i genitori che devono fornire le generalità dei figli, come accade per tutti i bambini. Non c'è alcun bambino italiano che è tenuto ad avere documenti. Se poi c'è il sospetto che un ragazzo possa subire abusi, anche quello di essere mandato a rubare, allora si devono attuare i servizi sociali e la magistratura minorile, perchè questo prevede la legalità e il nostro senso di civiltà.

 

Preoccupa l'identificazione di 160 mila Rom come capro espiatorio di quanto non funziona in Italia sia per la sicurezza, sia per il decoro urbano, sia per le politiche di immigrazione.

 

Assistiamo a una trasformazione radicale delle relazioni tra le minoranze, in particolare i Rom, e la popolazione. La loro integrazione e l'evoluzione delle loro condizioni socioeconomiche rappresentano sicuramente un processo di lunga durata, ma bisogna affrontarlo partendo da presupposti corretti.

 

Il Comitato economico e sociale europeo, organo consultivo dell'Unione europea, ha affrontato la questione partendo dal presupposto che tra i Rom e l'Europa deve instaurarsi un processo che vada in due direzioni.

 

Nel parere presentato all'ultima assemblea plenaria, affrontando per la prima volta in tanti anni una materia così delicata, si propone una serie di misure concrete che intendono attaccare due questioni principali: il bisogno di partecipazione e quello di scolarizzazione.

 

Tra le proposte, il Comitato richiede una strategia politica efficace, coerente e a lungo termine della Commissione europea; una cooperazione strutturata, trasparente e duratura tra tutti gli attori della società civile; il coinvolgimento attivo e responsabile in questo processo dei rappresentanti dei Rom.

 

Il 2008 - anno del dialogo interculturale - rappresenta una cornice quanto mai adeguata per sottolineare il contributo che i Rom hanno apportato negli anni alla diversità culturale europea.

 

È il momento di rafforzare questo legame reciproco e di mettere in luce la necessità di coniugare, concretamente, il dialogo tra le culture e l'integrazione delle minoranze.

 

Il messaggio dell'Unione Europea è un messaggio di diritti, di solidarietà, e di non discriminazione e deve sconfiggere la paura che genera razzismo.

 

Tali fatti mi ricordano l'incisione del pittore spagnolo, Francisco Goya, in cui espresse una ferma condanna all'oppressione del potere, all'ottusità della superstizione e a ogni forma di sopraffazione, dando vita a immagini di potente suggestione. Il titolo è "Il sonno della ragione genera mostri". Svegliamoci e facciamoci sentire.